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		<title>Centenario Docks Dora, Ramdom c&#8217;è!</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 13:00:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[English Dal 4 al 6 maggio 2012 un ciclo di eventi  a cura del SAL &#8211; SpazioAdLibitum  Inaugurazione: 4 maggio 2012 ore 18.30 Via Valprato 68, ex magazzini Docks Dora Inaugura venerdì 4 maggio il Centenario Docks Dora, primo appuntamento organizzato dal SAL - SpazioAdLibitum in occasione delle celebrazioni dei 100 anni dei Docks Dora di Torino. Grazie alla partecipazione di ospiti provenienti dal mondo delle arti contemporanee (artisti, musicisti, critici, curatori e storici dell’arte) il Centenario si configura come una piattaforma di confronto, di scambio e di riflessione aperta a tutti gli addetti ai lavori e agli appassionati d’arte e cultura. Il Centenario consiste in tre giorni di incontri &#8211; venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 maggio - articolati nell’arco di tutta la giornata con una rassegna di videoarte, dibattiti su temi dell’arte contemporanea quali arte al femminile e nuove tecnologie, una mostra collettiva e una serata di musica elettronica sperimentale. L’intenzione è quella di celebrare un anniversario importante per un luogo di scambio creativo e vitale che ha saputo reinventarsi nel tempo, e fare di questa occasione il punto di partenza per i progetti futuri dello SpazioAdLibitum. Il progetto inaugura venerdì 4 maggio alle 18.30 con l’apertura [...]]]></description>
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<p><strong>Dal 4 al 6 maggio 2012 un ciclo di eventi </strong></p>
<p><strong>a cura del SAL &#8211; SpazioAdLibitum </strong></p>
<p>Inaugurazione: 4 maggio 2012 ore 18.30</p>
<p>Via Valprato 68, ex magazzini Docks Dora</p>
<p>Inaugura venerdì 4 maggio il <strong>Centenario Docks Dora</strong>, primo appuntamento organizzato dal <strong>SAL </strong>- <strong>SpazioAdLibitum </strong>in occasione delle celebrazioni dei 100 anni dei <strong>Docks Dora </strong>di Torino. Grazie alla partecipazione di ospiti provenienti dal mondo delle arti contemporanee (artisti, musicisti, critici, curatori e storici dell’arte) il Centenario si configura come una piattaforma di confronto, di scambio e di riflessione aperta a tutti gli addetti ai lavori e agli appassionati d’arte e cultura. Il Centenario consiste in tre giorni di incontri &#8211; <strong>venerdì 4</strong>, <strong>sabato 5 </strong>e <strong>domenica 6 maggio </strong>- articolati nell’arco di tutta la giornata con una rassegna di videoarte, dibattiti su temi dell’arte contemporanea quali arte al femminile e nuove tecnologie, una mostra collettiva e una serata di musica elettronica sperimentale. L’intenzione è quella di celebrare un anniversario importante per un luogo di scambio creativo e vitale che ha saputo reinventarsi nel tempo, e fare di questa occasione il punto di partenza per i progetti futuri dello SpazioAdLibitum.</p>
<p>Il progetto inaugura <strong>venerdì 4 maggio </strong>alle 18.30 con l’apertura di tre mostre: un’installazione di <strong>Assila Cherfi </strong>a cura del SAL, una collettiva curata dallo <strong>Spazio Ferramenta </strong>negli spazi espositivi del SAL con opere di <strong>Trung Anh Vu</strong>, <strong>Edoardo Piva </strong>e <strong>Alfredo Vinti</strong>, una mostra personale di <strong>Gianluca Lombardo </strong>curata dal <strong>BOCS </strong>di Catania. Alle 21.00 apre il primo dei tre incontri della rassegna video curata da <strong>Filippo Maria Selvaggio </strong>con i documentari di <strong>Marco Scotuzzi </strong>su <strong>Sebastiao Januario </strong>presentato da <strong>Francesca Monti</strong>, e di <strong>Paolo Campana </strong>con uno sguardo sul lavoro di <strong>Luisa Rabbia </strong>presentato da <strong>Alejandro De La Fuente </strong>di <strong>Atacama film</strong>.</p>
<p><strong>Sabato 5 maggio </strong>l’appuntamento è alle 15.00 con l’apertura degli spazi espositivi e alle 18.00 con il primo dibattito sulle “Nuove opportunità di creazione nell’era digitale”, a cura di <strong>Marco Mastino </strong>e <strong>Carolina Dei Pieri </strong>con la partecipazione di <strong>Alessandro Amaducci </strong>videomaker e docente al DAMS di Torino, <strong>Inlandempire project</strong>, <strong>Sandro Carnino </strong>regista, <strong>Francesca Cirilli </strong>fotografa, <strong>Martina Coletti </strong>curatrice, <strong>Irene Dionisio </strong>filosofa e videoartista, <strong>Simona Lodi </strong>critico d’arte e curatrice. Dopo un aperitivo offerto dal SAL, si riparte alle 21.00 con il secondo appuntamento della rassegna video, che propone i lavori di <strong>Annamaria Caparotta</strong>, <strong>Alessandro Lo Cascio</strong>, <strong>Mapi Rizzo </strong>presentato da <strong>Giuseppe Maiorana </strong>direttore del <strong>Belìce Epicentro della memoria viva</strong>, e <strong>Maria Rebecca Ballestra </strong>presentata da <strong>RAMDOM</strong>. A seguire fino a notte inoltrata il Sound Set di <strong>Flavio Scutti </strong>a cura di <strong>Inlandempire project</strong>.</p>
<p><strong>Domenica 6 maggio </strong>gli spazi espositivi saranno nuovamente aperti dalle 15.00 per ospitare alle 17.00 il simposio sul tema “Femminile e personale. Urgenza creativa e quotidiano” a cura di <strong>Fiammetta Strigoli</strong>, con la partecipazione delle artiste <strong>Giulia Caira</strong>, <strong>Chicco Margaroli</strong>, <strong>Elena Pignata</strong>, <strong>Yael Plat </strong>e <strong>Agnese Purgatorio</strong>. Dopo l’aperitivo alle 20.00, a conclusione dell’intero evento, terza e ultima proiezione della rassegna video con i lavori di <strong>Ilaria Pezone </strong>e <strong>Irene Dionisio.</strong></p>
<p><strong>SpazioAdLibitum (SAL) </strong>è un progetto artistico in uno spazio fisico e metaforico che nasce dall’esigenza di sviluppare in modo autonomo la riflessione sulla natura relazionale dell’Arte Contemporanea.</p>
<p>Il nome Ad Libitum fa riferimento al significato ad-lib che nella simbologia della partitura musicale sta ad indicare “a piacere”, permettendo così al musicista una totale libertà sulla durata e natura dell’esecuzione. Nella musica Jazz è il momento dell’improvvisazione in cui i solisti instaurano un dialogo fuori dalle costrizioni imposte dalla composizione musicale.</p>
<p><strong>Filippo Maria Selvaggio, Alice Pierobon, Carolina Dei Pieri, Assila Cherfi, Giulia Rognoni, Sara Rossino, Yael Plat, Silvana Li Pira, Stefania Como e Daniele Licata</strong>, un gruppo di artisti, curatori e storici dell’arte che ha l’ambizione di ridisegnare, attraverso un impegno critico e pragmatico, le usuali modalità di creazione e fruizione dell’arte. L’obiettivo è creare una rete di relazioni attraverso progetti di lavoro che coinvolgono sinergicamente linguaggi artistici, scienza e discipline umanistiche; promuovere una serie d’incontri estesi a partecipazioni esterne quali spazi espositivi autogestiti, associazioni culturali, progetti editoriali, gallerie, musei e fondazioni, per generare un approccio trasversale sulle questioni dell’Arte Contemporanea che sia capace di affrontare problematiche le cui soluzioni sono il punto di arrivo di una collaborazione collettiva.</p>
<p>SpazioAdLibitum vuole essere una presenza attiva in una città come Torino che punta consapevolmente alla valorizzazione del patrimonio artistico in tutte le sue forme. Uno spazio che si presta ad una ridestinazione d’uso, grazie alle potenzialità intrinseche della sua peculiare conformazione architettonica.</p>
<p><strong>Docks Dora Torino </strong>il complesso nasce nel 1912 come magazzino di deposito per la merce sottoposta al controllo daziario, collegato alla rete ferroviaria cittadina con un binario dedicato. Costituito da un ingresso con portineria e padiglioni perimetrali in mattoni rossi, suddivisi in grandi campate in cemento armato e ampie vetrate, è una delle prime opere costruite con il sistema Hennebique. Esaurita la funzione di magazzini alimentari nel 1960, i Docks Dora sono stati riconvertiti in spazi per attività culturali, commerciali e studi d’artista, sale per musicisti, studi di architettura, locali notturni e circoli privati.</p>
<p>La partecipazione alle mostre, ai dibattiti e alla rassegna video <strong>è aperta e gratuita</strong>.</p>
<p>Per il sound set l’ingresso è a <strong>sottoscrizione </strong>(euro 5).</p>
<p>E’ possibile consultare il programma dettagliato sul sito dello Spazio Ad Libitum</p>
<p><strong>http://spazioadlibitum.tumblr.com/ </strong></p>
<p>Come raggiungerci:</p>
<p>Da <strong>Porta Susa </strong>(Piazza Diciotto Dicembre) linea 46 (non barrato) in direzione Primo Maggio e scendere alla fermata 3263 &#8211; Valprato di Via Cigna, proseguire a piedi in Via Valprato lasciandosi alle spalle la farmacia. Oppure prendere la Linea 49 in direzione Milano e scendere alla fermata 1309 &#8211; Cigna, proseguire a piedi in via Gressoney e svoltare a sinistra in Via Valprato.</p>
<p>Da <strong>Porta Nuova </strong>(Piazza Carlo Felice) linea 11 in direzione De Gasperi e scendere alla fermata 366 &#8211; Cuneo, proseguire a piedi per Via PIossasco, continuare dritto per Via Gressoney e svoltare a sinistra in Via Valprato.</p>
<p>Per informazioni e approfondimenti:</p>
<p>Filippo Maria Selvaggio – Alice Pierobon</p>
<p>spazioadlib@gmail.com</p>
<p>tel e fax: +39 011856692 cell: +39 3932836474</p>
<p>Via Valprato 68 &#8211; 10155 Torino</p>
<p><a href="http://spazioadlibitum.tumblr.com/">http://spazioadlibitum.tumblr.com/ </a></p>
<p>Siamo su: Facebook &#8211; MSN &#8211; Skype &#8211; Twitter &#8211; Flickr &#8211; Tumblr &#8211; Youtube &#8211; Vimeo</p>
<p><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/DocksDora_005.jpg"><br />
</a><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/DocksDora_005.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-777" title="DocksDora_005" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/DocksDora_005-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/SAL-001.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-779" title="SAL-001" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/SAL-001-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/SAL-002.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-780" title="SAL-002" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/SAL-002-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/DocksDora_006.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-778" title="DocksDora_006" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/DocksDora_006-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Lezione d&#8217;artista a cura di Luca Coclite e Alessia Rollo</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 12:25:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per molti rappresenta il territorio di confine più ostico dell’arte contemporanea. Per altri, il futuro della ricerca artistica: sperimentazione allo stato puro e reinvenzione continua. Eppure la videoarte ha le sue regole, se tali si possono definire. Del resto, siamo circondati di messaggi audiovisivi, ma perché non possiamo far rientrare all’interno di questa categoria un film o uno spot pubblicitario? Dissipa i dubbi la lezione d’artista a cura di Luca Coclite che, su invito di Alessia Rollo e dell’associazione culturale DamageGood, discute di videoarte ed “esperienze immateriali” giovedì 26 nelle sale dell’ex Conservatorio Sant’Anna a Lecce. L’incontro, che rientra nell’offerta formativa de “I nuovi linguaggi fotografici”, è l’occasione per conoscere da vicino il lavoro dell’artista visivo e per discutere di categorie imprenscindibili nella realizzazione di un’opera di videoarte. Tengono dunque banco le nozioni di tempo, durata e spazio in questa lezione d’artista, che passa in rassegna le opere a “circuito chiuso” di Dan Graham, Bruce Nauman, Joan Jonas sino ad arrivare alle contaminazioni cinematografiche di Matthew Barney, artefice del ciclo “Cremaster”, e Steve McQueen, portabandiera britannica dell’installazione video nella Biennale 2009 e discusso autore di “Shame”, pellicola distribuita anche in Italia. Il vis a vis tra il pubblico e Luca [...]]]></description>
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<p>Per molti rappresenta il territorio di confine più ostico dell’arte contemporanea. Per altri, il futuro della ricerca artistica: sperimentazione allo stato puro e reinvenzione continua. Eppure la videoarte ha le sue regole, se tali si possono definire. Del resto, siamo circondati di messaggi audiovisivi, ma perché non possiamo far rientrare all’interno di questa categoria un film o uno spot pubblicitario?</p>
<p>Dissipa i dubbi la lezione d’artista a cura di<strong> Luca Coclite</strong> che, su invito di <strong>Alessia Rollo</strong> e dell’associazione culturale <strong>DamageGood</strong>, discute di videoarte ed “esperienze immateriali” giovedì 26 nelle sale dell’ex Conservatorio Sant’Anna a Lecce. L’incontro, che rientra nell’offerta formativa de “I nuovi linguaggi fotografici”, è l’occasione per conoscere da vicino il lavoro dell’artista visivo e per discutere di categorie imprenscindibili nella realizzazione di un’opera di videoarte.</p>
<p>Tengono dunque banco le nozioni di tempo, durata e spazio in questa lezione d’artista, che passa in rassegna le opere a “circuito chiuso” di Dan Graham, Bruce Nauman, Joan Jonas sino ad arrivare alle contaminazioni cinematografiche di Matthew Barney, artefice del ciclo “Cremaster”, e Steve McQueen, portabandiera britannica dell’installazione video nella Biennale 2009 e discusso autore di “Shame”, pellicola distribuita anche in Italia. Il vis a vis tra il pubblico e Luca Coclite si conclude con uno screening di videoart che esplora le ultime tendenze e il gusto in bilico tra “alta definizione” e “pasta sporca”.</p>
<p>L’appuntamento è alle 18. Per motivi organizzativi, è consigliabile inviare una mail all’indirizzo dell’associazione DamageGood.</p>
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<p>La fotografia si appropria del tempo, diventa campo di sperimentazione visiva, si contamina con la tecnologia. Produzione creativa e processi digitali aprono nuove strade sulla narrazione e sulle modalità di fruizione dell’immagine. Potere dei new media e delle ultime tendenze del contemporaneo, al centro della discussione nel modulo “<strong>Fotografia e videoarte</strong>”, a cura di Alessia Rollo per “I nuovi linguaggi fotografici”.</p>
<p>A partire da<strong> Giovedì 26 aprile</strong>, i partecipanti al workshop possono misurarsi con le opere di artisti e movimenti che hanno segnato tappe fondamentali per lo sviluppo di questa pratica artistica in Europa, riservando particolare attenzione ai pionieri e ai risvolti socio-culturali insiti nelle nuove forme di “visioni contemporanee”.Per l’occasione, la curatrice de “I nuovi linguaggi fotografici” ha chiamato in causa Luca Coclite, videoartist e artistic project curator dell’associazione Ramdom, che giovedì 26 terrà una :: lezione d’artista :: aperta al pubblico presso le sale dell’<strong>ex Conservatorio Sant’Anna a Lecce</strong>. Oltre a curare la parte pratica in cui si articola il corso, Coclite discute di alcuni temi cardine per la storia della videoart, come le categorie spazio e tempo, loop, delay, convergenze e divergenze con il cinema d’autore. Il modulo si conclude sabato 5 maggio con la realizzazione di un’opera di videoarte, in cui saranno coinvolti i partecipanti al workshop.</p>
<p>Le iscrizioni sono aperte per un numero limitato di posti.</p>
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<p>Le adesioni devono pervenire entro e non oltre lunedì 23.</p>
<p>Contatti</p>
<p>DamageGood associazione culturale<br />
cell.: 328/8638950<br />
cell.: 340/6212127<br />
<a href="http://www.damagegood.com/" rel="nofollow nofollow" target="_blank">www.damagegood.com</a><br />
infodamagegood@gmail.com<br />
fb: <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=100003184840259" rel="nofollow" target="_blank">www.facebook.com/<wbr>profile.php?id=100003184840<wbr>259</wbr></wbr></a><br />
<a href="http://damagegood.tumblr.com/" rel="nofollow nofollow" target="_blank">http://<wbr>damagegood.tumblr.com/</wbr></a></p>
<p><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/modulo-videoarte-copia1.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-772" title="modulo videoarte copia" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/modulo-videoarte-copia1-723x1024.jpg" alt="" width="723" height="1024" /></a></p>
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		<title>Terza tappa per Journey into Fragility</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 11:01:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[English La terza tappa del viaggio si svolgerà in Madagascar dal 20 al 30 aprile 2012, dove Rebecca, riflettendo sulla sesta tesi del Manifesto la rottura dell’equilibrio naturale non è un problema che riguarda solo la natura, ma l’uomo, realizzerà un lavoro fotografico per documentare uno degli ecosistemi più ricchi e minacciati del pianeta. Il Madagascar, infatti, grazie al suo isolamento dal resto del mondo, ha conservato una grande biodiversità ed un alto tasso di specie endemiche: più di 200.000 specie conosciute sono state trovate in Madagascar di cui circa 150.000 non esistono in nessun altra parte del mondo. Nonostante questo il suo ecosistema è uno dei più minacciati del pianeta: la superficie di foresta disboscata è superiore all’80% dell’area totale, metà della quale a partire del 1950. Il lavoro si svolgerà secondo un itinerario che permetterà di raggiungere e documentare tre parchi: il Parco Nazionale di Ranomafana, una foresta fluviale presente nella zona centrale del paese; il Parco Nazionale dell’Isalo, caratterizzato da grandi formazioni rocciose e situato nella parte centro-meridionale; e il Parco di Zombitse-Vohibasia, una foresta tropicale che custodisce molte specie di uccelli rari e specie indigene. Questa tappa del viaggio vedrà la collaborazione di Rebecca con la [...]]]></description>
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</ul>
<p><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/bern-cartina-geo-per-sito.jpg"><img class="alignleft  wp-image-756" style="margin: 1px;" title="bern cartina geo per sito" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/bern-cartina-geo-per-sito.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a>La terza tappa del viaggio si svolgerà in Madagascar dal 20 al 30 aprile 2012, dove Rebecca, riflettendo sulla sesta tesi del Manifesto la rottura dell’equilibrio naturale non è un problema che riguarda solo la natura, ma l’uomo, realizzerà un lavoro fotografico per documentare uno degli ecosistemi più ricchi e minacciati del pianeta. Il Madagascar, infatti, grazie al suo isolamento dal resto del mondo, ha conservato una grande biodiversità ed un alto tasso di specie endemiche: più di 200.000 specie conosciute sono state trovate in Madagascar di cui circa 150.000 non esistono in nessun altra parte del mondo. Nonostante questo il suo ecosistema è uno dei più minacciati del pianeta: la superficie di foresta disboscata è superiore all’80% dell’area totale, metà della quale a partire del 1950.</p>
<p>Il lavoro si svolgerà secondo un itinerario che permetterà di raggiungere e documentare tre parchi: il Parco Nazionale di Ranomafana, una foresta fluviale presente nella zona centrale del paese; il Parco Nazionale dell’Isalo, caratterizzato da grandi formazioni rocciose e situato nella parte centro-meridionale; e il Parco di Zombitse-Vohibasia, una foresta tropicale che custodisce molte specie di uccelli rari e specie indigene. Questa tappa del viaggio vedrà la collaborazione di Rebecca con la locale associazione umanitaria Un seme per Crescere.</p>
<p>Journey into Fragility è un progetto itinerante concepito dall’artista Maria Rebecca Ballestra e ispirato alla “Carta di Arenzano per la Terra e per l’Uomo”. Le dodici tesi della Carta ispireranno dodici diversi progetti in altrettanti paesi del mondo (febbraio 2012 &#8211; gennaio 2013) con l’intento di sviluppare un dialogo attivo sull’ambiente e sul valore del vivere sulla Terra.</p>
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<p>(a destra) Rebecca Ballestra durante la seconda tappa di Journey into fragility, in Svizzera.</p>
<p><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/bern-artist_interview3.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-757" title="bern-artist_interview3" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/bern-artist_interview3-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" /></a></p>
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		<title>Journey into fragility: report della seconda tappa del progetto.</title>
		<link>http://ramdom.net/it/2012/03/journey-into-fragility-report-della-seconda-tappa-del-progetto/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 08:52:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[English Si è conlcusa la seconda tappa del progetto Journey into Fragility (www.journeyintofragility.com). Il soggiorno a Berna presso il Progr Zentrum fur Kulturproduktion (www.progr.ch), per Maria Rebecca Ballestra e Luca Coclite, è stata un’esperienza estremamente interessante e molto formativa dal punto di vista artistico. Ispirandosi al primo punto del Manifesto di Arenzano per la Terra e per l’Uomo: la nostra relazione con la Terra implica anche doveri e responsabilità, Maria Rebecca Ballestra ed il video artista Luca Coclite hanno cercato di investigare il ruolo della politica in un mondo globale sempre più interconnesso. Possiamo ancora considerare la politica solo un sistema di amministrazione ed organizzazione della società, come espressione degli interessi particolari di questo o quell&#8217;altro stato? O possiamo forse immaginare un nuovo approccio della politica, capace di discutere gli interessi dell’uomo come specie, al fine di preservarne la sopravvivenza e la continuità? La Svizzera ha una lunga storia di neutralità ed ha spesso svolto il ruolo di mediatore nella costruzione dei processi di pace, per questo motivo rappresentava il luogo ideale dove iniziare una discussione sul nostro pianeta, come bene comune dell’intera umanità. Ballestra e Coclite hanno realizzato una serie di interviste ad artisti e politici, alla ricerca di [...]]]></description>
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<li class="lang_switch"><a href="http://ramdom.net/en/2012/03/journey-into-fragility-report-della-seconda-tappa-del-progetto/">English</a></li>
</ul>
<p>Si è conlcusa la seconda tappa del progetto Journey into Fragility (<a href="http://www.journeyintofragility.com/" rel="nofollow nofollow" target="_blank">www.journeyintofragility.com</a>). Il soggiorno a Berna presso il Progr Zentrum fur Kulturproduktion (<a href="http://www.progr.ch/" rel="nofollow nofollow" target="_blank">www.progr.ch</a>), per Maria Rebecca Ballestra e Luca Coclite, è stata un’esperienza estremamente interessante e molto formativa dal punto di vista artistico. Ispirandosi al primo punto del Manifesto di Arenzano per la Terra e per l’Uomo: la nostra relazione con la Terra implica anche doveri e responsabilità, Maria Rebecca Ballestra ed il video artista Luca Coclite hanno cercato di investigare il ruolo della politica in un mondo globale sempre più interconnesso.</p>
<p>Possiamo ancora considerare la politica solo un sistema di amministrazione ed organizzazione della società, come espressione degli interessi particolari di questo o quell&#8217;altro stato? O possiamo forse immaginare un nuovo approccio della politica, capace di discutere gli interessi dell’uomo come specie, al fine di preservarne la sopravvivenza e la continuità?</p>
<p>La Svizzera ha una lunga storia di neutralità ed ha spesso svolto il ruolo di mediatore nella costruzione dei processi di pace, per questo motivo rappresentava il luogo ideale dove iniziare una discussione sul nostro pianeta, come bene comune dell’intera umanità.</p>
<p>Ballestra e Coclite hanno realizzato una serie di interviste ad artisti e politici, alla ricerca di un dialogo per costruire un nuovo modello sociale per il futuro.</p>
<p>Un ringraziamento particolare a Mr. Martin Dahinden, Director General &#8211; Federal Department of Foreign Affairs FDFA &#8211; Swiss Agency for Development and Cooperation SDC and Mr Hans-Peter Egler &#8211; Head Trade Promotion &#8211; Federal Department of Economic Affairs FDEA- State Secretariat for Economic Affairs SECO che ci hanno gentilmente concesso le interviste ed a Thomas Kalau, che con la sua associazione Kalart, ha dato grande sostegno al progetto.</p>
<p>Grazie anche a tutti quelli che seguono e sostengono Journey into Fragiliy.</p>
<p>Alla prossima tappa….</p>
<p>alcuni frames video del lavoro svolto.</p>
<p><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/bern-artist.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-741" title="bern-artist" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/bern-artist-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
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<p><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/bern-trees.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-742" title="bern trees" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/bern-trees-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
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<p><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/bern-progr.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-743" title="bern progr" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/bern-progr-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
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<p><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/bern-museum-klee.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-744" title="bern museum klee" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/bern-museum-klee-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
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		<title>Journey into fragility, seconda tappa</title>
		<link>http://ramdom.net/it/2012/03/journey-into-fragility-seconda-tappa-second-step/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Mar 2012 18:38:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[JOURNEY INTO FRAGILITY]]></category>
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		<description><![CDATA[English Journey into Fragility è un progetto itinerante concepito dall’artista Maria Rebecca Ballestra e ispirato alla “Carta di Arenzano per la Terra e per l’Uomo”. Le dodici tesi della Carta ispireranno dodici diversi progetti in altrettanti paesi del mondo (febbraio 2012 &#8211; gennaio 2013) con l’intento di sviluppare un dialogo attivo sull’ambiente e sul valore del vivere sulla Terra. La seconda tappa del viaggio avrà luogo in Svizzera dal 18 al 27 marzo 2012, dove Rebecca, riflettendo sulla prima tesi della Carta il rapporto con la terra comporta anche responsabilità e doveri, mediterà sul ruolo della politica come rappresentante degli interessi di un singolo paese in un mondo ormai interconnesso. I quesiti posti ruotano attorno ad una problematica centrale: può la politica modificare se stessa al fine di preservare la specie umana e la terra che si ospita? In collaborazione con Kalart e Progr &#8211; Zentrum fur Kulturproduktion (www.progr.ch) è organizzato un fitto programma di incontri, conferenze e workshop con altri artisti, finalizzato alla condivisione di idee e possibili letture del rapporto arte, scienza e ambiente. Rebecca realizzerà un&#8217;opera video in collaborazione con il video-artista Luca Coclite. &#160; Concept Il rapporto con la terra comporta anche responsabilità e doveri Prima [...]]]></description>
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<li class="lang_switch"><a href="http://ramdom.net/en/2012/03/journey-into-fragility-seconda-tappa-second-step/">English</a></li>
</ul>
<p><a href="http://www.journeyintofragility.com%22%20%5Ct%20%22_blank"><strong>Journey into Fragility</strong></a> è un progetto itinerante concepito dall’artista <a href="http://www.rebeccaballestra.com%22%20%5Ct%20%22_blank"><strong>Maria Rebecca Ballestra</strong></a> e ispirato alla “<a href="http://www.muvita.it/Public/pdf/CARTARENZANO%20DEF.pdf%22%20%5Ct%20%22_blank"><strong>Carta di Arenzano per la Terra e per l’Uomo</strong></a>”. Le dodici tesi della Carta ispireranno dodici diversi progetti in altrettanti paesi del mondo (febbraio 2012 &#8211; gennaio 2013) con l’intento di sviluppare un dialogo attivo sull’ambiente e sul valore del vivere sulla Terra.</p>
<p>La <strong>seconda tappa</strong> del viaggio avrà luogo in <strong>Svizzera </strong>dal <strong>18 al 27 marzo 2012</strong>, dove Rebecca, riflettendo sulla prima tesi della Carta <em>il rapporto con la terra comporta anche responsabilità e doveri</em>, mediterà sul ruolo della politica come rappresentante degli interessi di un singolo paese in un mondo ormai interconnesso. I quesiti posti ruotano attorno ad una problematica centrale: può la politica modificare se stessa al fine di preservare la specie umana e la terra che si ospita?</p>
<p>In collaborazione con Kalart e Progr &#8211; Zentrum fur Kulturproduktion (<a href="http://www.progr.ch%22%20%5Ct%20%22_blank">www.progr.ch</a>) è organizzato un fitto programma di incontri, conferenze e workshop con altri artisti, finalizzato alla condivisione di idee e possibili letture del rapporto arte, scienza e ambiente. Rebecca realizzerà un&#8217;opera video in collaborazione con il video-artista <strong>Luca Coclite</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Concept</strong></p>
<p><strong>Il rapporto con la terra comporta anche responsabilità e doveri</strong></p>
<p>Prima tesi della “Carta di Arenzano per la Terra e per l’Uomo”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>Possiamo ancora considerare la politica solo un sistema di amministrazione e organizzazione della società? Può ancora la politica considerarsi solo l&#8217;espressione di un paese? Può solo rappresentare gli interessi nazionali di uno stato? Di fronte ad un mondo interconnesso, con cambiamenti drastici e globali &#8211; aumento della popolazione, disastri ambientali oltre i confini nazionali, al di là della cultura e della religione &#8211; possiamo ancora pensare che la politica abbia una visione miope e limitata dai propri confini territoriali?<br />
Oppure possiamo immaginare un nuovo approccio politico, in grado di discutere gli interessi dell&#8217;uomo come specie, preservandone la continuità e la sicurezza? Possiamo pensare ad una politica globale illuminata che superi gli interessi personali di ciascun paese al fine di ragionare e pianificare un nuovo movimento volto a salvaguardare la nostra specie e il pianeta che ci ospita? Può la politica avere una visione a lungo termine? Può la politica auto-modificarsi per creare un sistema nuovo che vada oltre le previsioni statistiche ed economiche, e considerare l&#8217;uomo come individuo, come un intellettuale capace di pensare, creare, inventare e immaginare il meglio per se stesso e per i suoi simili?<br />
Considerando che la Confederazione Svizzera ha una lunga storia di neutralità ed è spesso coinvolta in processi di costruzione della pace in tutto il mondo, è il luogo perfetto per iniziare una discussione sul nostro pianeta come bene comune degli esseri umani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<ul>
<li>19 marzo | pomeriggio | sala Lehrerzimmer, Progr &#8211; Zentrum fur Kulturproduktion<br />
Presentazione di <em>Journey into Fragility</em></li>
<li>20 marzo | tutta la giornata | Stadtgalerie/Progr</li>
</ul>
<p>Conferenze pubbliche:</p>
<ul>
<li>Arte e riqualificazione urbana;</li>
<li>Interventi Urbani site e contest specific;</li>
<li>Arte e community project;</li>
<li>Arte e sviluppo rurale;</li>
</ul>
<ul>
<li> 21 marzo | mattino | Stadtgalerie</li>
</ul>
<p>Conferenze pubbliche:</p>
<ul>
<ul>
<li>• Arte e mobilità &#8211; I circuiti internazionali di mobilità del arte;</li>
<li>• L&#8217;arte come percorso nomade;</li>
<li>¬ 22 marzo | mattino | Stadtgalerie<br />
Workshop con altri artisti incentrato sui punti:</li>
<li>• come individuare e scegliere una residenza d&#8217;artista ;</li>
<li>• come preparare un dossier e l’<em>application</em> per le residenze d’artista all&#8217;estero;</li>
<li>¬ 23 marzo | mattino | Stadtgalerie<br />
Workshop di 4 giorni con artisti (max 10): discussione sul progetto <em>Journey into Fragility</em> finalizzato alla creazione di idee e progettazione di possibili letture del rapporto arte, scienza e ambiente</li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CONTATTI</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Segreteria organizzativa</strong></p>
<p>AdAC (Archivio d’Arte Contemporanea)</p>
<p>Università degli Studi di Genova</p>
<p>Via Balbi, 4 &#8211; 16126 Genova</p>
<p>T: +39 0102095978</p>
<p>E-mail: info.journeyintogragility@gmail.com</p>
<p>Web: www.journeyintogragility.com</p>
<p>Facebook: Journey in Fragility</p>
<p>Twitter: Journey in Fragility</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ufficio stampa</strong></p>
<p>Daniela Legotta</p>
<p>M: +39 3492123392</p>
<p>E-mail: press.journeyintogragility@gmail.com</p>
<p>Skype: Daniela Legotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Marketing</strong></p>
<p>Martina Massarente</p>
<p>M: +39 3482353568</p>
<p>E-mail: marketing.journeyintogragility@gmail.com</p>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rebecca Ballestra realizzerà un progetto video, in collaborazione con il video-artista Luca Coclide, coinvolgendo i cittadini e le istituti internazionali, sulla possibilità di immagine un&#8217;organizzazione politica globale in grado di prendersi cura del destino dell&#8217;ambiente e progettare una politica a lungo termine e a scala globale con lo scopo di preservare il pianeta e le risorse per la specie umana.</p>
<p>www.journeyintofragility.co</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CONTACTS</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Organisation Secretary </strong></p>
<p>AdAC (Archivio d’Arte Contemporanea) (Contemporary Art Archive)</p>
<p>Università degli Studi di Genova – University of Genoa</p>
<p>Via Balbi, 4 &#8211; 16126 Genova</p>
<p>Tel: +39 0102095978</p>
<p>E-mail: info.journeyintogragility@gmail.com</p>
<p>Web: www.journeyintogragility.com</p>
<p>Facebook: Journey in Fragility</p>
<p>Twitter: Journey in Fragility</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Press Office </strong></p>
<p>Daniela Legotta</p>
<p>Mobile: +39 3492123392</p>
<p>E-mail: press.journeyintogragility@gmail.com</p>
<p>Skype: Daniela Legotta</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Marketing</strong></p>
<p>Martina Massarente</p>
<p>Mobile: +39 3482353568</p>
<p>E-mail: <a href="mailto:marketing.journeyintogragility@gmail.com">marketing.journeyintogragility@gmail.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ramdom partner di &#8220;journey into fragility&#8221;</title>
		<link>http://ramdom.net/it/2012/03/ramdom-partner-di-journey-into-fragility/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Mar 2012 18:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Projects]]></category>
		<category><![CDATA[arte scienza natura]]></category>
		<category><![CDATA[JOURNEY INTO FRAGILITY]]></category>
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		<category><![CDATA[“Carta di Arenzano per la Terra e per l’Uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[ JOURNEY INTO FRAGILITY &#160; le dodici tesi della “Carta di Arenzano per la terra e per l&#8217;uomo” interpretate dall&#8217;artista Maria Rebecca Ballestra &#160; Journey into Fragility è un progetto itinerante concepito dall’artista Maria Rebecca Ballestra e ispirato alla “Carta di Arenzano per la Terra e per l’Uomo”. La Carta, composta da dodici tesi e sottoscritta da alcuni tra i più noti poeti al mondo (tra i quali Derek Walcott, Seamus Heaney, Adonis, Bei Dao, Mario Luzi, Yves Bonnefoy, Andrea Zanzotto e John Ashbery), è stata ideata da Massimo Morasso nel 2001 al fine di ripensare in modo costruttivo il tema della crisi ambientale. &#160; Journey into fragility si propone di diffondere questi principi fondamentali attraverso la realizzazione di dodici diversi progetti (installazioni, video, community projects e interventi site specific) in altrettanti paesi del mondo disseminati nei cinque continenti, con l’intento di sviluppare un dialogo attivo sull’ambiente e sul valore del vivere sulla Terra e, al contempo, suggerire nuove soluzioni per la salute del nostro pianeta. Per ogni tappa – dalla cadenza mensile -  sarà coinvolto un ente scientifico e un differente curatore e saranno organizzati workshop, conferenze e dibattiti. &#160; Al termine del progetto, della durata complessiva di un anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul class="lang_switch"></ul>
<p><strong> JOURNEY INTO FRAGILITY</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>le dodici tesi della “Carta di Arenzano per la terra e per l&#8217;uomo” interpretate dall&#8217;artista <strong>Maria Rebecca Ballestra</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> Journey into Fragility </em>è un progetto itinerante concepito dall’artista Maria Rebecca Ballestra e ispirato alla “Carta di Arenzano per la Terra e per l’Uomo”. La Carta, composta da dodici tesi e sottoscritta da alcuni tra i più noti poeti al mondo (tra i quali Derek Walcott, Seamus Heaney, Adonis, Bei Dao, Mario Luzi, Yves Bonnefoy, Andrea Zanzotto e John Ashbery), è stata ideata da Massimo Morasso nel 2001 al fine di ripensare in modo costruttivo il tema della crisi ambientale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong><em>Journey into fragility</em> si propone di diffondere questi principi fondamentali attraverso la realizzazione di dodici diversi progetti (installazioni, video, community projects e interventi site specific) in altrettanti paesi del mondo disseminati nei cinque continenti, con l’intento di sviluppare un dialogo attivo sull’ambiente e sul valore del vivere sulla Terra e, al contempo, suggerire nuove soluzioni per la salute del nostro pianeta. Per ogni tappa – dalla cadenza mensile -  sarà coinvolto un ente scientifico e un differente curatore e saranno organizzati workshop, conferenze e dibattiti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al termine del progetto, della durata complessiva di un anno (febbraio 2012 &#8211; gennaio 2013), sarà organizzato un  grande evento espositivo ed una tappa a Venezia parallelamente alla LV Biennale d&#8217;Arte: in questa occasione verranno documentate tutte le fasi di <em>Journey into Fragility</em>, discussi i risultati raggiunti paese per paese, proposte nuove soluzioni e valutate opportunità future.</p>
<p>A conclusione di ognuna delle 12 fasi del progetto, la relativa documentazione sarà pubblicata sulla pagina web <a href="http://www.journeyintofra">www.journeyintofragility.com</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La prima tappa di <em>Journey into Fragility</em>, curata da Luca Bochicchio, si è svolta nel villaggio di Abtenim (GHANA), all&#8217;interno dell&#8217;International Land Art Workshop 2012, organizzato da NKA Foundation dal 9 al 24 Febbraio 2012.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>alcune foto della prima tappa in Ghana:</p>
<p><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/interview2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-715" title="interview2" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/interview2.jpg" alt="" width="426" height="283" /></a></p>
<div><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/interview18.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-716" title="interview18" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/interview18.jpg" alt="" width="426" height="283" /></a></div>
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<div><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/funerale1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-717" title="funerale1" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/funerale1.jpg" alt="" width="426" height="283" /></a></div>
<div><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/funerale2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-718" title="funerale2" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/funerale2.jpg" alt="" width="426" height="283" /></a></div>
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<div>www.journeyintofragility.com</div>
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		<title>I nuovi linguaggi fotografici: iscrizioni aperte!</title>
		<link>http://ramdom.net/it/2012/01/i-nuovi-linguaggi-fotografici/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 12:16:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[valeria raho]]></category>

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		<description><![CDATA[corso di fotografia avanzato a cura di Alessia Rollo presso le Officine Cantelmo (Lecce)   Lecce. Dal 24 gennaio al 5 giugno le Officine Cantelmo ospitano la terza edizione de I nuovi linguaggi fotografici, a cura di Alessia Rollo. Il corso, promosso dall’associazione culturale DamageGood, è patrocinato dal Comune di Lecce e dal Settore delle Politiche Giovanili.   Giunge alla sua terza edizione I nuovi linguaggi fotografici, corso teorico-pratico a cura diAlessia Rollo, fotografa concettuale formatasi presso l’Efti di Madrid con ampia esperienza nel campo della formazione. Il corso, rinnovato nei temi e nei contenuti, rappresenta un’occasione di crescita professionale e approfondimento sui linguaggi fotografici più attuali e sulle ultime tendenze dell’arte contemporanea, utili non solo per gli amanti della fotografia, ma soprattutto per coloro che desiderano trasformare questa passione in un mestiere. Nel corso delle lezioni, che si svolgono dal 24 gennaio sino al 5 giugno presso le Officine Cantelmo di Lecce, i partecipanti possono approfondire le proprie conoscenze tanto sui grandi maestri della fotografia quanto sui giovani esordienti che, con le loro opere, stanno segnando la scena dell’arte contemporanea. Non a caso, I nuovi linguaggi della fotografia consta disette moduli e prevede dai due ai tre incontri settimanali durante i quali gli allievi avranno modo di esaminare l’evoluzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul class="lang_switch"></ul>
<div align="center"><strong>corso di fotografia avanzato</strong></div>
<div align="center"><strong>a cura di Alessia Rollo</strong></div>
<div align="center"><strong>presso le Officine Cantelmo (Lecce)</strong></div>
<div align="center"><strong> </strong></div>
<div><em>Lecce. Dal 24 gennaio al 5 giugno le Officine Cantelmo ospitano la terza edizione de I nuovi linguaggi fotografici, a cura di Alessia Rollo. Il corso, promosso dall’associazione culturale DamageGood, è patrocinato dal Comune di Lecce e dal Settore delle Politiche Giovanili.</em></div>
<div><em> </em></div>
<div>Giunge alla sua terza edizione <strong>I nuovi linguaggi fotografici</strong>, corso teorico-pratico a cura di<strong>Alessia Rollo</strong>, fotografa concettuale formatasi presso l’Efti di Madrid con ampia esperienza nel campo della formazione. Il corso, rinnovato nei temi e nei contenuti, rappresenta un’occasione di crescita professionale e approfondimento sui linguaggi fotografici più attuali e sulle ultime tendenze dell’arte contemporanea, utili non solo per gli amanti della fotografia, ma soprattutto per coloro che desiderano trasformare questa passione in un mestiere.</div>
<div>Nel corso delle lezioni, che si svolgono dal <strong>24 gennaio</strong> sino al <strong>5 giugno</strong> presso le <strong>Officine Cantelmo</strong> di Lecce, i partecipanti possono approfondire le proprie conoscenze tanto sui grandi maestri della fotografia quanto sui giovani esordienti che, con le loro opere, stanno segnando la scena dell’arte contemporanea. Non a caso, <strong>I nuovi linguaggi della fotografia</strong> consta di<strong>sette moduli</strong> e prevede dai due ai tre incontri settimanali durante i quali gli allievi avranno modo di esaminare l’evoluzione dei codici e dei linguaggi dalla nascita della fotografia fino ai nostri giorni.</div>
<div>L’obiettivo de <strong>I nuovi linguaggi fotografici</strong> è, dunque, quello di proporre un percorso completo, oltre che professionale, nel variegato mondo dell’immagine contemporanea. In linea con questa prospettiva, l’associazione DamageGood offre la possibilità di frequentare i singoli moduli, affinché ogni partecipante possa personalizzare il proprio bagaglio culturale.</div>
<div>Inoltre, per questa nuova edizione, è possibile partecipare al concorso <strong>Image(in)action</strong>, che premia il miglior portfolio e garantisce <strong>un’iscrizione gratuita</strong> per il vincitore. Il concorso<strong>scade</strong> venerdì <strong>13 gennaio</strong>. Per ogni informazione sul regolamento e sul programma del corso è possibile visitare la pagina web dell’associazione DamageGood.</div>
<div>Il corso è a numero chiuso. Iscrizioni entro e non oltre sabato 21 gennaio.</div>
<div>
<div><strong>Contatti</strong></div>
<div>DamageGood associazione culturale</div>
<div>cell.: <a href="tel:328%2F8638950" target="_blank">328/8638950</a></div>
<div>cell.: 340/6212127</div>
<div><a href="http://www.damagegood.com/" target="_blank">www.damagegood.com</a></div>
<div><a href="mailto:infodamagegood@gmail.com" target="_blank">infodamagegood@gmail.com</a></div>
<div>fb: <a href="http://www.facebook.com/damagegood" target="_blank">www.facebook.com/damagegood</a></div>
</div>
<div><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/corso-rollo-per-sito.png"><img class="alignleft size-full wp-image-678" title="corso rollo per sito" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/corso-rollo-per-sito.png" alt="" width="650" height="608" /></a></div>
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		<title>About cultural projects.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 17:11:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;11 Novembre, alle ore 17.00, presso la galleria ARTCore di Bari, si terrà il primo appuntamento autunnale di vessel. Incentrato sulla progettualità nell&#8217;arte e sulla creazione di nuovi contesti culturali in aree marginali, l’incontro sarà l&#8217;occasione per discutere del valore della progettazione e della costruzione di ponti culturali: quali sono gli obiettivi, le motivazioni e le prospettive? Alla discussione parteciperanno, tra gli altri, Anna Santomauro (vessel), Saul Marcadent (Limno), Paolo Mele (Ramdom) e Patrick Waldo (Managing Instability). La giornata culminerà in un brainstorming sull&#8217;incubatore che vessel intende attivare in questa stagione, un momento di confronto intorno alla necessità di instaurare nuove partnership e nuovi canali di interazione tra attori culturali attivi sul territorio pugliese. Autumn Inspiration #1 Let’s talk about cultural projects with Saul Marcadent, Paolo Mele, Patrick Waldo 11 novembre 2011 &#8211; ore 17 ARTcore Gallery Via De Rossi 94 &#8211; 70122 Bari Saul Marcadent (1984), curatore, vive e lavora in provincia di Treviso. Collabora con spazi non profit e privati con particolare attenzione all&#8217;editoria. È co-fondatore di Limno, piattaforma che indaga i temi della natura attraverso l&#8217;incontro, il ripensamento dei luoghi, il video. www.limno.info Paolo Mele si occupa di progettazione culturale e comunicazione. Attualmente è presidente dell’associazione RAMDOM [...]]]></description>
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<p>L<strong>&#8217;11 Novembre</strong>, alle ore <strong>17.00</strong>, presso la galleria <strong>ARTCore</strong> di Bari, si terrà il primo appuntamento autunnale di vessel.</p>
<p>Incentrato sulla progettualità nell&#8217;arte e sulla creazione di nuovi contesti culturali in aree marginali, l’incontro sarà l&#8217;occasione per discutere del valore della progettazione e della costruzione di ponti culturali: quali sono gli obiettivi, le motivazioni e le prospettive?</p>
<p>Alla discussione parteciperanno, tra gli altri, <strong>Anna Santomauro</strong> (vessel), <strong>Saul Marcadent</strong> (Limno), <strong>Paolo Mele</strong> (Ramdom) e<strong> Patrick Waldo</strong> (Managing Instability).</p>
<p>La giornata culminerà in un brainstorming sull&#8217;incubatore che vessel intende attivare in questa stagione, un momento di confronto intorno alla necessità di instaurare nuove partnership e nuovi canali di interazione tra attori culturali attivi sul territorio pugliese.</p>
<p><strong>Autumn Inspiration #1</strong><br />
Let’s talk about cultural projects with Saul Marcadent, Paolo Mele, Patrick Waldo</p>
<p>11 novembre 2011 &#8211; ore 17<br />
ARTcore Gallery<br />
Via De Rossi 94 &#8211; 70122 Bari</p>
<p><strong>Saul Marcadent (1984)</strong>, curatore, vive e lavora in provincia di Treviso. Collabora con spazi non profit e privati con particolare attenzione all&#8217;editoria. È co-fondatore di Limno, piattaforma che indaga i temi della natura attraverso l&#8217;incontro, il ripensamento dei luoghi, il video. www.limno.info</p>
<p><strong>Paolo Mele</strong> si occupa di progettazione culturale e comunicazione. Attualmente è presidente dell’associazione RAMDOM con la quale nel 2011 ha realizzato il progetto “Default: masterclass in residence su arte, città e riqualificazione”. Dal 2008 collabora con la Bjcem (Biennale de la Mediterranée) e con diverse organizzazioni internazionali. A Lecce ha fondato l’Osservatorio di Comunicazione Politica e la cooperativa PAZ. www.paolomele.eu ramdom.net</p>
<p><strong>Patrick Waldo</strong> è candidato di un programma di doppio master tra la Carnegie Mellon University Heinz College of Public Policy &amp; Management e l&#8217;Università di Bologna Facoltà di Economia, dove segue i programmi di MAM e GIOCA. Si è laureato in storia dell’arte con lode al Grinnell College in Iowa. Ha lavorato presso la Galleria Nazionale di Praga come docente e ha presentato le sue ricerche presso il Czech and Slovak Museum a Cedar Rapids, IA su Alfons Mucha e l’identità cieca. Come secondo lavoro fa anche il programmatore e ha un paio di applicazioni di brevetti. Quando era studente a Pittsburgh, è stato Direttore Associato di Produzione e Tecnologia allo spazio creativo Future Tennant, Pittsburgh. Sogna di avviare un analogo spazio creativo un giorno.</p>
<p><strong>ARTcore</strong> è uno spazio attivo e dinamico, una galleria che si trasforma anche in luogo per laboratori e incontri di comprensione e discussione, una attività commerciale che si mescola ad un intento fortemente promozionale e di ricerca. www.artcore.it</p>
<p><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/vessel_Autumn-Inspiration-12-500x333.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-672" title="vessel_Autumn-Inspiration-12-500x333" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/vessel_Autumn-Inspiration-12-500x333-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
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		<title>The Wall (archives) #4 Lecce</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 19:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un progetto di Pietro Gaglianò in collaborazione con Archiviazioni nell’ambito di DEFAULT Masterclass in Residence: Arte, Città e Riqualificazione &#160; workshop &#62; 29 settembre 2011, ore 10.30 (a numero chiuso) mostra &#62; 30.09.2011 – 30.11.2011 discussione pubblica e opening mostra &#62; 30 settembre 2011, dalle ore 19.00 &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Archiviazioni project space c/o Laboratorio di Arte e Architettura, Lecce &#160; &#160; &#160; &#160; Pierfrancesco Gnot, Radioactivity, Bologna, aprile 2011. Performance svolta in occasione di The Wall (archives) #3 Bologna a Nosadella.due. Photo Giorgio Barrera, Cortesia dell&#8217;artista. &#160; &#160; The Wall (archives) è nato per aprire un dibattito intorno al concetto di muro, a partire dalla definizione geopolitica di frontiera per esplorare le più diverse interpretazioni sociali, culturali, emotive, territoriali, psicologiche, estetiche. &#160; Il progetto si sviluppa in diverse ramificazioni di pensiero e azione rispetto ai contesti territoriali in cui viene ospitato, allo scopo di rilevare una geografia emotiva e intellettuale contemporanea, di fare il punto sullo stato della consapevolezza globale e della responsabilità individuale, di amplificare l&#8217;interrogativo sulle ragioni dell&#8217;arte attraverso strumenti e dispositivi di partecipazione non convenzionali. Artisti, curatori, studiosi, professionisti di diverse discipline sono stati invitati a offrire un contributo formale o teorico per creare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul class="lang_switch"></ul>
<p>Un progetto di <strong>Pietro Gaglianò</strong> in collaborazione con <strong>Archiviazioni</strong></p>
<p>nell’ambito di <strong>DEFAULT</strong> Masterclass in Residence: Arte, Città e Riqualificazione</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>workshop &gt; 29 settembre 2011, ore 10.30 (a numero chiuso)</p>
<p>mostra &gt; 30.09.2011 – 30.11.2011</p>
<p>discussione pubblica e opening mostra &gt; 30 settembre 2011, dalle ore 19.00</p>
<p><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/Gnot4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-666" title="Gnot4" src="http://ramdom.net/wp-content/uploads/Gnot4-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Archiviazioni project space c/o Laboratorio di Arte e Architettura, Lecce</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pierfrancesco Gnot, <em>Radioactivity</em>, Bologna, aprile 2011.</p>
<p>Performance svolta in occasione di <em>The Wall (archives) #3 Bologna</em> a Nosadella.due. Photo Giorgio Barrera, Cortesia dell&#8217;artista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>The Wall (archives)</em></strong><em> </em>è nato per aprire un dibattito intorno al concetto di muro, a partire dalla definizione geopolitica di frontiera per esplorare le più diverse interpretazioni sociali, culturali, emotive, territoriali, psicologiche, estetiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il progetto si sviluppa in diverse ramificazioni di pensiero e azione rispetto ai contesti territoriali in cui viene ospitato, allo scopo di rilevare una geografia emotiva e intellettuale contemporanea, di fare il punto sullo stato della consapevolezza globale e della responsabilità individuale, di amplificare l&#8217;interrogativo sulle ragioni dell&#8217;arte attraverso strumenti e dispositivi di partecipazione non convenzionali. Artisti, curatori, studiosi, professionisti di diverse discipline sono stati invitati a offrire un contributo formale o teorico per creare un contenitore elastico e mobile, che si arricchisce col lavoro di nuovi autori incontrati lungo il percorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>D-day, opening.</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 15:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo spazio di Archiviazioni, ex manifattura tabacchi presso Lecce, ha ospitato sabato la grande festa organizzata dall’associazione RAMDOM. La serata ha visto l’alternarsi di diversi momenti e interventi artistici, cominciando dall’inaugurazione della mostra “Who draws the line?”, prima personale in Italia dell’artista turca Devrim Kadirbeyoğlu, a cura di Giusy Checola. Partendo dalla ricerca Visa Hotline Project, l’artista realizza un’installazione temporanea di denuncia della condizione di disagio dei cittadini turchi in attesa del visto per l’Europa. Servndosi della terra tufacea del Canale del Fano (Salve, Lecce) compone dei messaggi effimeri, estratti di lamentele dei migranti. Le parole, accuratamente impresse sulla pavimentazione, attraverso l’utilizzo di stencil, sono destinate ad essere cancellate dal passaggio del pubblico con il quale interagisce. Le dichiarazioni hanno ispirato, inoltre, le suggestive liriche interpretate da Gianluca De Rubertis e Alberto Piccinni e accompagnati dal Coro Lorenzo Perosi di Matino. Gli stessi musicisti hanno poi interpretato, all’esterno dello spazio, un live-media realizzato in collaborazione con Luca Coclite (Visual Artist) il quale attraverso l’utilizzo di camere da sorveglianza ha individuato e messo in discussione i confini dello spazio. La serata si è conclusa con la coinvolgente selezione musicale del dj Sonda. &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul class="lang_switch"></ul>
<p><a href="http://ramdom.net/wp-content/uploads/d-day-devrim-foto-installazione.jpg"><br />
</a>Lo spazio di <strong>Archiviazioni</strong>, ex manifattura tabacchi presso Lecce, ha ospitato sabato la grande festa organizzata dall’associazione <strong>RAMDOM</strong>.</p>
<p>La serata ha visto l’alternarsi di diversi momenti e interventi artistici, cominciando dall’inaugurazione della mostra “Who draws the line?”, prima personale in Italia dell’artista turca Devrim Kadirbeyoğlu, a cura di Giusy Checola. Partendo dalla ricerca Visa Hotline Project, l’artista realizza un’installazione temporanea di denuncia della condizione di disagio dei cittadini turchi in attesa del visto per l’Europa. Servndosi della terra tufacea del Canale del Fano (Salve, Lecce) compone dei messaggi effimeri, estratti di lamentele dei migranti. Le parole, accuratamente impresse sulla pavimentazione, attraverso l’utilizzo di stencil, sono destinate ad essere cancellate dal passaggio del pubblico con il quale interagisce. Le dichiarazioni hanno ispirato, inoltre, le suggestive liriche interpretate da Gianluca De Rubertis e Alberto Piccinni e accompagnati dal Coro Lorenzo Perosi di Matino.</p>
<p>Gli stessi musicisti hanno poi interpretato, all’esterno dello spazio, un live-media realizzato in collaborazione con Luca Coclite (Visual Artist) il quale attraverso l’utilizzo di camere da sorveglianza ha individuato e messo in discussione i confini dello spazio. La serata si è conclusa con la coinvolgente selezione musicale del dj Sonda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div><strong><br />
</strong></div>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/klHOR99CIqs" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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